Dopo una giornata a ubriacarmi di bellezza nell’entroterra calabrese, la cosa che più mi ha illuminato è stato il nero della signora Pina.
Il nero del lutto di sempre come cantava Rino Gaetano.
Un nero che a volte può essere così intenso e brillante da illuminare la memoria della persona che non c’è più, e che continua a vivere proprio nella lucentezza di quel nero profondissimo e luminoso.
Come le viscere di questa terra, a volte profonde e nere, da cui però può uscire una luce accecante.
La signora Pina è la mia Calabria che non ha paura, che affronta le avversità con fierezza ed eleganza. Ed è così bella da illuminare anche la notte più buia.

