
Una comunità si costruisce anche attraverso le sue devozioni. A Ponza, quella devozione si chiama San Silverio.
Ogni 20 giugno l’isola celebra il suo patrono, con festeggiamenti che si protraggono per settimane e coinvolgono l’intera comunità.
Silverio fu papa dal 536 al 537, figlio di papa Ormisda. Vittima di intrighi politici, fu costretto a lasciare il pontificato e mandato in esilio a Ponza, dove morì nel 537, secondo la tradizione dopo aver subito privazioni e sofferenze. La sua storia si intreccia con quella di Santa Flavia Domitilla: entrambi sono ricordati nella devozione religiosa dell’isola.
Il momento più atteso è la processione: ogni anno la statua di San Silverio esce dalla chiesa e attraversa l’isola, accompagnata dalla partecipazione dei ponzesi, per poi tornare in mare. Al corteo partecipa anche la statua di Santa Domitilla. Al rientro in chiesa, i fedeli lanciano garofani benedetti, simbolo del martirio. Il rosso dei fiori richiama il sangue dei martiri e rinnova il significato della celebrazione.
Ma la festa di San Silverio racconta anche una storia collettiva, fatta di dominazioni, devastazioni, saccheggi e promesse mancate. Una storia che non parla soltanto di fede, ma dell’isola stessa, della sua capacità di resistere e del legame tra chi la abita e chi continua a sentirla casa.
Celebrare San Silverio significa così celebrare anche Ponza: la sua bellezza, la sua storia e la comunità che, anno dopo anno, si ritrova intorno al proprio patrono.
Viva San Silverio!
