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TITINA MASELLI: QUEEN DEL NOVECENTO

Titina Maselli prende le carte dell’arte del Novecento, le mischia, le spariglia, ci fa un castello, le lancia in aria, le condisce con pop art, futurismo, espressionismo e se le mangia.
©Cristina Brizzi
Le luci della città, i colori vibranti, le zone d’ombra, l’energia e il dinamismo del corpo umano: è tutto un’infinita tensione sociale.

Quadri carichi di energia centrifuga e centripeta, da una parte ti tirano dentro in un vortice di colori, e dall’altra ti scaraventano lontano, peggio dei colpi di Kenshiro della Divina Scuola di Hokuto.
©Cristina Brizzi
La Maselli sa bene che le pere non vanno con le mele; quindi, le sue nature morte non sono frutti marcescenti con qualche fiorellino accanto, ma raffigurano oggetti di utilizzo quotidiano che mai nessuno avrebbe dipinto, tranne lei. Di questo ‘ardire’ ne parla anche Corrado Alvaro, dicendo che non sono tanti gli oggetti in sé ad essere i protagonisti, ma i loro fantasmi (chi li ha usati, buttati, consumati?).
©Cristina Brizzi
Per dare maggiore intensità ai suoi paesaggi urbani notturni la Maselli si rivolge a un amico carrozziere di Termini che passa sulle tele una vernice nera e lucida alla nitrocellulosa. Così anche gli sfondi diventano materia viva, corposa, stratificata. Come le storie umane.
©Cristina Brizzi
E poi ci sono gli atleti, gli antieroi della modernità.
Calciatori, pugili, ciclisti non vengono ritratti nell’acme della loro forza, ma in quel movimento potenziale che li avvicina al traguardo, al gol, al superamento dei propri limiti.
Gli atleti di Titina Maselli sono delicati e fragili, raffigurati non con medaglie, ma con mazzi di fiori, non su un podio ma infortunati e sorretti dai compagni di squadra.
©Cristina Brizzi
©Cristina Brizzi
©Cristina Brizzi
Titina Maselli, figlia di intellettuali, sorella di Citto e cugina dei Pirandello, artista poliedrica, scenografa, pittrice di fama mondiale, musa ispiratrice, che ha vissuto tra Roma, Vienna, Parigi e New York, ti guarda come a voler dirti: gli stilemi e le categorie li lascio a voi, a me piace sparigliare le carte e lo faccio bene.

E c’ha ragione.

TITINA MASELLI


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