
Femminismo terrone analizza e decostruisce la narrazione antimeridionalista che vuole il sud, rispetto al nord, immobile, refrattario a qualsiasi emancipazione, e dal destino ineluttabile.
Mostra anche come questa visione coloniale sia stata introiettata dalle stesse persone meridionali, tanto da generargli una sorta di peccato originale, un senso di colpa e un complesso di inferiorità profondamente interiorizzati rispetto al Nord, percepito come più produttivo e sviluppato.
Il manifesto politico di #FemminismoTerrone? Osservare e vivere il sud con un approccio decoloniale, ribaltando il linguaggio offensivo, la visione egemonica, gli stereotipi e i pregiudizi, e soprattutto guardare questi spazi marginali come luoghi di resistenza e rivoluzione femministe e, in un’ottica intersezionale, connetterli con gli altri sud del mondo.
Mi riconosco nella definizione di Femminista Terrona? Sì e aggiungo Restante, secondo il concetto di Vito Teti, cioè partita ma rimasta ancorata. Tanta roba.
Grazie alle autrici Claudia Fauzia e Valentina Amenta
