“Rimasti e partiti non possono fare a meno gli uni degli altri. Chi resta fermo in qualche modo si sente in viaggio, chi parte in qualche modo si sente rimasto. Non si resta del tutto, non si parte mai del tutto.”
Partire e restare, provando in entrambi i casi un senso di spaesamento: è la ‘Restanza’, il sentirsi legati a un posto da proteggere e rigenerare nella vita di tutti i giorni, o nella propria memoria.
Un concetto che va oltre i luoghi fisici, e che porta a interrogarci sul nostro modo di vivere il tempo, le relazioni, le città in cui viviamo, e la cultura a cui apparteniamo.
‘La Restanza’, dell’antropologo Vito Teti, è un saggio sul nuovo senso dei luoghi, fisici, ma anche mentali, e di come noi li abitiamo.

LA RESTANZA di VITO TETI
